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Che fine ha fatto l’influenza?

Chi ha notizie della banale influenza, la malattia stagionale che ogni anno mette a letto circa 6 milioni di italiani, raggiungendo il suo picco più alto tra il mese di dicembre e la fine di gennaio? Nel mio personale sondaggio condotto tra familiari e conoscenti, non ho avuto ancora traccia di persone stese sul divano con la febbre a 38 per essersi beccata l’influenza. Insomma, è come se a prendere il posto del virus che eravamo abituati a curare con lo sciroppo e la Tachipirina fosse stato proprio il famigerato Sars-Cov-2. Se le cose stessero davvero così (prima o poi sarà la scienza a dircelo), quella che stiamo combattendo potrebbe essere semplicemente un’altra influenza, anche se molto più letale di quella conosciuta sino a oggi, come attestato dagli 85.000 morti “con” Covid registrati in Italia dall’inizio della pandemia. Una malattia che dobbiamo abituarci a combattere con le armi di sempre. Intanto il vaccino, da adattare a inizio autunno alle varie mutazioni del virus. Poi le cure, che si chiamino antibiotici o meno, necessarie a spegnere l’infiammazione. Un problema sanitario ma anche sociale, se si pensa alle ricadute sul mondo della scuola e del lavoro, per non parlare dei costi caricati sulle Asl, le residenze per anziani, i medici di base, le famiglie. Tutte cose già note, per altro, quando a fine anno si fa il bilancio dell’influenza stagionale e delle sue ricadute sul Pil. Fermo restando che ancora oggi il pallino del gioco è nelle mani del dannato virus. Così annoverarlo tra i malanni di stagione potrà aiutarci a ridurre l’ansia che ci trasciniamo dietro da mesi, ma non può ancora dirci chi vincerà la guerra. (s.o.)

Saverio Occhiuto

Saverio Occhiuto nato a Reggio Calabria nel 1954, abita a Pescara. Giornalista professionista, laureato in psicologia all’università di Padova, ha lavorato dall’80 al ’92 in Calabria e in Veneto, collaborando per numerose testate giornalistiche, agenzie di stampa ed emittenti radiofoniche e televisive. Tra queste, il Giornale di Calabria, la Gazzetta del Sud, il Giornale di Sicilia, Il Resto del Carlino, il Diario di Palermo. Si è occupato, tra l’altro, dei più importanti fatti di cronaca nera e giudiziaria avvenuti in Calabria negli anni ’80. Ha intervistato il capo di Cosa Nostra Luciano Liggio, ha indagato sul caso Moro e sull’omicidio dell’ex presidente delle Ferrovie Lodovico Ligato. Nel gennaio del ’93 è entrato a far parte del gruppo Espresso. E’ stato redattore e vice capo servizio del quotidiano abruzzese il Centro presso la redazione di Pescara, più volte inviato in Italia e all’estero. Autore nel 2015 del libro: Don. La 'ndrangheta mai raccontata, oggi ha un suo blog, Nuvole, edito da Makenews.it e collabora con Il Messaggero.

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