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Covid, la forza dei numeri

Per ritrovare un po’ di luce nel buco nero in cui siamo stati cacciati dalla pandemia, affidarsi ai numeri è sempre una buona pratica. L’unico modo, forse, per liberarsi dall’incertezza che agita la stessa comunità scientifica. E allora vediamoli questi numeri. Dall’inizio del contagio in Italia le persone risultate positive al Covid 19 sono circa 260.000. Di queste, circa 205.000 sono già guarite e altre 27.000 circa risultano tra i deceduti “con” Covid, dunque senza alcuna certezza che la morte di questi pazienti sia avvenuta direttamente a causa del virus. Poi ci sono i numeri dell’influenza stagionale, con cui inizieremo a fare i conti fra un paio di mesi. Anche qui con l’incubo di vivere una stagione del tutto nuova: la convivenza con i due virus. Affidandosi ai dati storici, anche i più recenti, sappiamo che in Italia il virus influenzale mette a letto mediamente tra i 5 e i 6 milioni di individui di ogni età. I decessi, per complicazioni varie, sono invece circa 5.000. Come si può vedere, già il raffronto tra queste cifre è in grado di fornire importanti indicazioni: 260.000 contagi da Civid 19 contro 5 o 6 milioni di Italiani che anche quest’anno potrebbero essere colpiti dalla normale influenza. Ma con uno straordinario strumento di difesa in più rispetto al passato che potrebbe risultare ancora più efficace del classico vaccino: la mascherina. Indossare questo strumento di protezione in autunno, soprattutto nei luoghi chiusi, sui mezzi pubblici, negli ipermercati e nelle multisale. Così come a scuola e nei luoghi di lavoro, continuerà a proteggerci dal Covid ma, per la prima volta, anche dalla normale influenza. Con la ragionevole possibilità che i numeri di quest’ultima si abbassino sensibilmente nel prossimo autunno-inverno rispetto al passato. E non si tratta proprio di un dettaglio, perché l'”incrocio” con i numeri della pandemia eviterà di mandare in tilt il nostro sistema sanitario, di creare il panico tra i medici di basi e i pediatri, nelle scuole, sui luoghi di lavoro, all’interno delle stesse famiglie. Sarà anche l’uovo di Colombo, ma in autunno una mascherina ci salverà, risparmiandoci l’incubo da termometro. (s.o.)

Saverio Occhiuto

Saverio Occhiuto

Saverio Occhiuto nato a Reggio Calabria nel 1954, abita a Pescara. Giornalista professionista, laureato in psicologia all’università di Padova, ha lavorato dall’80 al ’92 in Calabria e in Veneto, collaborando per numerose testate giornalistiche, agenzie di stampa ed emittenti radiofoniche e televisive. Tra queste, il Giornale di Calabria, la Gazzetta del Sud, il Giornale di Sicilia, Il Resto del Carlino, il Diario di Palermo. Si è occupato, tra l’altro, dei più importanti fatti di cronaca nera e giudiziaria avvenuti in Calabria negli anni ’80. Ha intervistato il capo di Cosa Nostra Luciano Liggio, ha indagato sul caso Moro e sull’omicidio dell’ex presidente delle Ferrovie Lodovico Ligato. Nel gennaio del ’93 è entrato a far parte del gruppo Espresso. E’ stato redattore e vice capo servizio del quotidiano abruzzese il Centro presso la redazione di Pescara, più volte inviato in Italia e all’estero. Autore nel 2015 del libro: Don. La 'ndrangheta mai raccontata, oggi ha un suo blog, Nuvole, edito da Makenews.it e collabora con Il Messaggero.

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