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La app delle bufale

In 24 ore è già stata scaricata da più di 1 milione di italiani, nonostante sia stata preceduta da una pessima fama. Parliamo dell’applicazione che attraverso il nostro smartphone ci segnala gli eventuali contatti con persone contagiate dal Covid-19. Così la app Immuni dovrebbe aiutare il sistema sanitario a “tracciare” il percorso del virus e a isolare con tempestività eventuali focolai dell’infezione. Il fatto è che quando qualcuno mette il naso nel nostro cellulare iniziano sempre i sospetti: ci spiano, vogliono rubare i nostri dati sensibili, controllare i nostri spostamenti, sapere chi incontriamo. Insomma, gli stessi timori che hai quando lasci inavvertitamente lo smartphone a portata di mano della moglie o della fidanzata. In realtà è già stato spiegato che chi scarica la app è semplicemente un codice privo di identità nel meccanismo di controllo dei dati. Dunque, nessuna violazione della privacy. Semmai la domanda da porsi è un’altra: servirà davvero questa applicazione a contenere il virus, o si tratta di un altro inutile logo che albergherà per qualche mese sulla schermata del nostro smartphone senza mai essere degnato neanche di un’occhiata? Naturalmente dopo la naturale curiosità della prima volta, come accade solitamente con le novità digitali.

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Redazione

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