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La balla del complotto in cima al Colle

Tra le tante balle in circolazione sul web in questi giorni, in un tempo in cui avremmo fatto tutti volentieri a meno di complottisti e catastrofisti a tempo pieno, ce n’è una che coinvolge il Quirinale. La notizia è che il presidente Mattarella avrebbe convocato per oggi, 27 ottobre, il Consiglio supremo di Difesa, organismo composto anche dai vertici del governo e delle Forze armate. Niente di straordinario sin qui in un momento in cui il Paese è costretto a prendere decisioni importanti anche in tema di ordine pubblico viste le tensioni scaturite dalle ultime misure anti-Covid. Inoltre, per i poteri attribuitigli dalla Costituzione, va ricordato che il presidente della Repubblica è anche il capo delle Forze armate. Ma la cosa non poteva finire qui. Così ecco che tra i commenti alla notizia postata su Facebook ne appaiono alcuni che intravvedono addirittura la possibilità di un “colpo di Stato” che si starebbe orchestrando in cima al Colle, castroneria seguita da centinaia di like di approvazione. Altri tirano nuovamente in ballo superpotenze come la Cina che starebbe minacciando la nostra esistenza dietro l’incubo del virus arrivato fino a noi da un pipistrello, o da un laboratorio della Spectre, chissà. Così, mentre il mondo intero è tenuto in ansia da una pandemia che ha ripreso la corsa, c’è chi si assicura le quotidiane dosi di adrenalina spargendo altro panico. Con quale obiettivo non è ancora chiaro a nessuno, anche se pare che questo uso distorto del web sia diventato uno sport da professionisti. Una difesa a questo non c’è ancora, a parte i pochi filtri che regolano l’esistenza dei social. Così l’unica salvezza è quella di spegnere tutto: dal pc alla tv, fin quando non avrà bussato a casa il postino per consegnarci la nostra dose di vaccino. Quella anti-Covid, perché contro certe menti malate il farmaco miracoloso sarà introvabile anche fra duemila anni. Rassegnatevi. (s.o.)

Saverio Occhiuto

Saverio Occhiuto nato a Reggio Calabria nel 1954, abita a Pescara. Giornalista professionista, laureato in psicologia all’università di Padova, ha lavorato dall’80 al ’92 in Calabria e in Veneto, collaborando per numerose testate giornalistiche, agenzie di stampa ed emittenti radiofoniche e televisive. Tra queste, il Giornale di Calabria, la Gazzetta del Sud, il Giornale di Sicilia, Il Resto del Carlino, il Diario di Palermo. Si è occupato, tra l’altro, dei più importanti fatti di cronaca nera e giudiziaria avvenuti in Calabria negli anni ’80. Ha intervistato il capo di Cosa Nostra Luciano Liggio, ha indagato sul caso Moro e sull’omicidio dell’ex presidente delle Ferrovie Lodovico Ligato. Nel gennaio del ’93 è entrato a far parte del gruppo Espresso. E’ stato redattore e vice capo servizio del quotidiano abruzzese il Centro presso la redazione di Pescara, più volte inviato in Italia e all’estero. Autore nel 2015 del libro: Don. La 'ndrangheta mai raccontata, oggi ha un suo blog, Nuvole, edito da Makenews.it e collabora con Il Messaggero.

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