Vuoi questo spazio?

  • Per la tua pubblicità su questo spazio scrivi a: info@makenews.it

Ultime notizie

Perché Renzi apre la crisi

Dopo la Befana sarà crisi di governo. Una mano d’azzardo giocata da Matteo Renzi sul tavolo della politica che nessuno riesce a comprendere, a spiegare con ragionamenti razionali. Soprattutto nel pieno di una pandemia e con un Paese impegnato ad affrontare scelte decisive per il suo futuro, dietro la vigilanza attenta dell’Europa. Tutto viene ricondotto alla voglia di primeggiare, di essere sempre sulla scena di quel toscanaccio che non si è mai rassegnato all’idea di cedere lo scettro senza la tentazione di accompagnare il suono della campanella di Palazzo Chigi con un sinistro “stai sereno”. In realtà le cose più difficili da leggere in politica sono quelle che non si vedono. Il non detto, i veri giochi di potere che si nascondono dietro le frasi di circostanza. Tipo: “Vogliamo essere coinvolti nelle scelte dell’esecutivo”. Nel caso specifico il dietro le quinte è costituito dal controllo della nostra Intelligence, che passa dalle nomine dei vertici del Servizi segreti. Su questo il premier Giuseppe Conte non ha intenzione di mollare di una virgola, tenendo per se una delega che solitamente viene attribuita a un fidato sottosegretario alla Presidenza del consiglio. Renzi vuole invece vederci chiaro, guardare oltre quella porta ed essere coinvolto nella gestione dei nostri Servizi segreti, il cui compito, per Statuto, è semplicemente quello di vigilare sulla nostra sicurezza interna e sulle minacce esterne, come quella del terrorismo. E allora perché tanto agitarsi, fino a minacciare addirittura una crisi di governo? Nel caso di Matteo Renzi, tra l’altro, con il rischio di sparire in caso di elezioni anticipate se il suo partito non dovesse superare lo sbarramento previsto dalla legge elettorale. Cosa c’è dietro una mossa così azzardata, sino al punto da spingere il toscanaccio a giocarsi tutto in una mano sul tavolo verde? La risposta è proprio in quel pericoloso strumento che la politica ha spesso utilizzato come la Decima Mas per sbarazzarsi dell’avversario. E Renzi è il primo ad averlo provato sulla propria pelle, come noto alle cronache. Di 007 infedeli è lastricato il pianeta: una buccia di banana da fare cadere sul marciapiedi al tuo passaggio (o di qualche tuo familiare) è un gioco da ragazzi. Ecco perché chi ha la chiave di quella porta ha la chiave di tutto. Basterebbe ricordare la celebre battuta di un film per avere un’idea più chiara di cosa è in ballo a Roma: “Perché – chiede un giovane agente – davanti alla parola Cia non c’è mai l’articolo?”. E l’altro: “Hai mai visto l’articolo davanti alla parola Dio?” (s.o.)

Saverio Occhiuto

Saverio Occhiuto

Saverio Occhiuto nato a Reggio Calabria nel 1954, abita a Pescara. Giornalista professionista, laureato in psicologia all’università di Padova, ha lavorato dall’80 al ’92 in Calabria e in Veneto, collaborando per numerose testate giornalistiche, agenzie di stampa ed emittenti radiofoniche e televisive. Tra queste, il Giornale di Calabria, la Gazzetta del Sud, il Giornale di Sicilia, Il Resto del Carlino, il Diario di Palermo. Si è occupato, tra l’altro, dei più importanti fatti di cronaca nera e giudiziaria avvenuti in Calabria negli anni ’80. Ha intervistato il capo di Cosa Nostra Luciano Liggio, ha indagato sul caso Moro e sull’omicidio dell’ex presidente delle Ferrovie Lodovico Ligato. Nel gennaio del ’93 è entrato a far parte del gruppo Espresso. E’ stato redattore e vice capo servizio del quotidiano abruzzese il Centro presso la redazione di Pescara, più volte inviato in Italia e all’estero. Autore nel 2015 del libro: Don. La 'ndrangheta mai raccontata, oggi ha un suo blog, Nuvole, edito da Makenews.it e collabora con Il Messaggero.

Articoli correlati

Read also x