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Quando la festa diventa una punizione

La festa di Natale diventa una punizione

Basta chiedere a qualche nonno per avere conferma: un Natale con il “coprifuoco” non si ricordava nel nostro Paese da 80 anni, quando il suono sinistro delle sirene annunciava l’arrivo di grappoli di bombe che piovevano dal cielo. Ma quella era la seconda guerra mondiale. Oggi si tratta della lotta contro un nemico invisibile che ci terrà in casa per tutte le sante feste, con possibilità di spostamenti limitati all’edicola o al tabaccaio sotto casa. In altre parole, per la prima volta non vedremo l’ora di sbarazzarci in fretta di questo Natale, anche se abbiamo fatto l’albero e il presepe. Per pochi, visto che non potremo imbandire la tavola per parenti e amici ma solo per i pochi intimi consentiti dall’ultimo Decreto sicurezza del governo. Natale con i tuoi! Magari, penserà chi non potrà abbracciare un figlio o un genitore che vive lontano a causa delle severe limitazioni agli spostamenti. Conviene avvertire subito i re Magi, già in cammino da molto lontano per venire a consegnare i loro doni al nuovo nato: occhio alla zona rossa! Gli altri, dentro la stalla, saranno in cinque, compresi il bue e l’asinello. La raccomandazione è di non superare il numero di quattro. Ma chi dovrebbe abbassare il capo e uscire per passare la notte, quella notte così speciale, al freddo e al gelo? (s.o.)

Saverio Occhiuto

Saverio Occhiuto

Saverio Occhiuto nato a Reggio Calabria nel 1954, abita a Pescara. Giornalista professionista, laureato in psicologia all’università di Padova, ha lavorato dall’80 al ’92 in Calabria e in Veneto, collaborando per numerose testate giornalistiche, agenzie di stampa ed emittenti radiofoniche e televisive. Tra queste, il Giornale di Calabria, la Gazzetta del Sud, il Giornale di Sicilia, Il Resto del Carlino, il Diario di Palermo. Si è occupato, tra l’altro, dei più importanti fatti di cronaca nera e giudiziaria avvenuti in Calabria negli anni ’80. Ha intervistato il capo di Cosa Nostra Luciano Liggio, ha indagato sul caso Moro e sull’omicidio dell’ex presidente delle Ferrovie Lodovico Ligato. Nel gennaio del ’93 è entrato a far parte del gruppo Espresso. E’ stato redattore e vice capo servizio del quotidiano abruzzese il Centro presso la redazione di Pescara, più volte inviato in Italia e all’estero. Autore nel 2015 del libro: Don. La 'ndrangheta mai raccontata, oggi ha un suo blog, Nuvole, edito da Makenews.it e collabora con Il Messaggero.

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