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Quel reddito senza vergogna

Da giorni eravamo in tanti a chiederci da dove provenisse tutto quel benessere esibito dai fratelli Bianchi attraverso i canali social: suv, barche, hotel di lusso, postati con disinvoltura sul proprio profilo Facebook come si fa con i bucatini alla amatriciana o i babà alla crema. Parliamo dei presunti assassini del povero Willy, il ventunenne di origini capoverdiane ucciso brutalmente a Colleferro per aver tentato di fermare una rissa. In un primo momento ero stato ingannato anch’io: se nella vita non hai né arte e né parte, come quei due, tanti soldi possono arrivare solo dalla droga o da altri “commerci” illeciti. Invece la sorpresa: Marco e Gabriele Bianchi, ora a meditare nelle patrie galere, si godevano la vita con i soldi del Reddito di cittadinanza e avevano già incassato più di 30.000 euro in un solo anno. Già, brutta cosa scoprire che con le nostre tasse, oltre a garantire una entrata fissa a boss mafiosi, professionisti che dichiarano 0 e guadagnano 100, manteniamo anche questi due palestrati che trascorrono metà delle loro giornate a riempirsi i bicipiti di inchiostro e l’altra metà a dare la caccia al “nero”. Io ricordo ancora gli esponenti di governo del Movimento 5 stelle quando, brindando con le bollicine dai balconi di Palazzo Chigi, gridavano al Paese: “Abbiamo sconfitto la povertà!”. Già, ma non la vergogna. (s.o.)

Saverio Occhiuto

Saverio Occhiuto

Saverio Occhiuto

Saverio Occhiuto nato a Reggio Calabria nel 1954, abita a Pescara. Giornalista professionista, laureato in psicologia all’università di Padova, ha lavorato dall’80 al ’92 in Calabria e in Veneto, collaborando per numerose testate giornalistiche, agenzie di stampa ed emittenti radiofoniche e televisive. Tra queste, il Giornale di Calabria, la Gazzetta del Sud, il Giornale di Sicilia, Il Resto del Carlino, il Diario di Palermo. Si è occupato, tra l’altro, dei più importanti fatti di cronaca nera e giudiziaria avvenuti in Calabria negli anni ’80. Ha intervistato il capo di Cosa Nostra Luciano Liggio, ha indagato sul caso Moro e sull’omicidio dell’ex presidente delle Ferrovie Lodovico Ligato. Nel gennaio del ’93 è entrato a far parte del gruppo Espresso. E’ stato redattore e vice capo servizio del quotidiano abruzzese il Centro presso la redazione di Pescara, più volte inviato in Italia e all’estero. Autore nel 2015 del libro: Don. La 'ndrangheta mai raccontata, oggi ha un suo blog, Nuvole, edito da Makenews.it e collabora con Il Messaggero.

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