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Se il virus va in crociera

A Bordo, si salpa. Tra le novità del prossimo Dpcm del governo Conte c’è anche questa: dal 15 agosto tornano le crociere, la vacanza da sogno che tutti hanno desiderato di fare almeno una volta nella vita. Quella che ti porta a spasso per il mondo galleggiando sui giganti del mare. Bene, verrebbe da dire. Anzi, benissimo. Cosa c’è di meglio per un pieno ritorno alla vita, alla normalità? Qualcosa non quadra però tra ciò che si dice in tv e ciò che si fa nelle stanze di palazzo Chigi. Perché se è vero che in Europa la pandemia è tornata a farsi sentire, con un costante aumento dei contagi, e che anche nel nostro Paese qualche focolaio qua e là fa tirare le orecchie ai nostri ragazzi che si accalcano nelle movide, come si fa a chiudere un occhio sulle navi da crociera? Il luogo più a rischio in assoluto, assieme agli stadi, dove costringere i turisti a godersi il viaggio a bordo indossando sempre la mascherina e stando a un metro di distanza sarebbe una autentica tortura. E allora le cose sono soltanto due: o questo virus ha davvero allentato la morsa, almeno tra i nostri confini nazionali, al punto da non preoccupare più la comunità scientifica, nonostante quel che ci raccontano ogni giorno in tv. O gli interessi dei grandi armatori vengono prima della nostra salute. La terza ipotesi è che l’arrivo del vaccino sia talmente vicino da poter essere acciuffato al prossimo porto per chi ha deciso di salpare verso il mare aperto. Ma qui siamo già al fanta-Covid. Anche se di fantasie ne abbiamo già sperimentate abbastanza in questi sei mesi vissuti pericolosamente. (s.o.)

Se il virus va in crociera

Saverio Occhiuto

Saverio Occhiuto

Saverio Occhiuto nato a Reggio Calabria nel 1954, abita a Pescara. Giornalista professionista, laureato in psicologia all’università di Padova, ha lavorato dall’80 al ’92 in Calabria e in Veneto, collaborando per numerose testate giornalistiche, agenzie di stampa ed emittenti radiofoniche e televisive. Tra queste, il Giornale di Calabria, la Gazzetta del Sud, il Giornale di Sicilia, Il Resto del Carlino, il Diario di Palermo. Si è occupato, tra l’altro, dei più importanti fatti di cronaca nera e giudiziaria avvenuti in Calabria negli anni ’80. Ha intervistato il capo di Cosa Nostra Luciano Liggio, ha indagato sul caso Moro e sull’omicidio dell’ex presidente delle Ferrovie Lodovico Ligato. Nel gennaio del ’93 è entrato a far parte del gruppo Espresso. E’ stato redattore e vice capo servizio del quotidiano abruzzese il Centro presso la redazione di Pescara, più volte inviato in Italia e all’estero. Autore nel 2015 del libro: Don. La 'ndrangheta mai raccontata, oggi ha un suo blog, Nuvole, edito da Makenews.it e collabora con Il Messaggero.

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