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Stufi di aspettare

All’inizio fu la paura a dominare su tutto. Come la voglia di libertà, di potere uscire di casa per recarsi ovunque senza dovere giustificare ogni spostamento con quel foglio scaricato dal sito del Ministero dell’Interno. Dopo 14 mesi di pandemia, la sensazione più diffusa è quella della stanchezza. Ci sentiamo come quei ciclisti che si arrampicano sui tornanti delle Dolomiti, con il fiato ormai corto, e quando chiedono quanto manca al traguarda hanno sempre la stessa risposta: gli ultimi 100 metri e ce la fai, coraggio campione. Anche se dopo 100 metri vedi solo la nebbia, mentre le ragazze che ti aspettano sul podio con i fiori in mano e la magnum di spumante restano un miraggio. Oggi viviamo un po’ tutti così, stufi di ascoltare qualcuno che ripete sempre lo stesso ritornello: manca poco, resisti. I politici hanno inventato recentemente un’espressione ancora più suggestiva, “l’ultimo miglio“. Che poi sarebbero 1.600 metri, quelli che fai di corsa a piedi la domenica in una manciata di minuti. Magari, verrebbe da dire. La verità è che prima bisogna sempre aspettare che accada qualcosa: l’abbassamento della curva dei contagi, l’arrivo dei vaccini, la riorganizzazione della medicina del territorio o l’arrivo di un super commissario, magari con le mostrine cucite sul petto, a condurci spavaldo verso la salvezza. Siamo stufi, e non sappiamo più in che lingua ripeterlo. Avete colorato città e regioni, ma rabbuiato le nostre giornate. E un Paese triste, che non sa più sorridere, è un Paese senza speranza. Anche se vaccinato. (s.o.)

Saverio Occhiuto

Saverio Occhiuto

Saverio Occhiuto nato a Reggio Calabria nel 1954, abita a Pescara. Giornalista professionista, laureato in psicologia all’università di Padova, ha lavorato dall’80 al ’92 in Calabria e in Veneto, collaborando per numerose testate giornalistiche, agenzie di stampa ed emittenti radiofoniche e televisive. Tra queste, il Giornale di Calabria, la Gazzetta del Sud, il Giornale di Sicilia, Il Resto del Carlino, il Diario di Palermo. Si è occupato, tra l’altro, dei più importanti fatti di cronaca nera e giudiziaria avvenuti in Calabria negli anni ’80. Ha intervistato il capo di Cosa Nostra Luciano Liggio, ha indagato sul caso Moro e sull’omicidio dell’ex presidente delle Ferrovie Lodovico Ligato. Nel gennaio del ’93 è entrato a far parte del gruppo Espresso. E’ stato redattore e vice capo servizio del quotidiano abruzzese il Centro presso la redazione di Pescara, più volte inviato in Italia e all’estero. Autore nel 2015 del libro: Don. La 'ndrangheta mai raccontata, oggi ha un suo blog, Nuvole, edito da Makenews.it e collabora con Il Messaggero.

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