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Un amen per gli ex Casti

Il referendum sul taglio dei parlamentari è probabilmente l’ultima carta a disposizione del Movimento 5 star per convincere i propri elettori (soprattutto gli ex) di non essere passato dai vaffa di piazza alle auto blu nel giro di una notte di mezza estate. E’ l’antica battaglia sulla riduzione dei costi della politica che Beppe Grillo e la Casaleggio & associati hanno monetizzato durante l’ultimo decennio facendo bottino pieno alle urne nella tornata elettorale del 2018. Peccato che sul piano del risparmio il taglio dei seggi nelle due Camere proposto dal quesito referendario valga il costo di un caffè l’anno per ciascun italiano, come ha spiegato bene l’economista Carlo Cottarelli. E che anche sul funzionamento delle due Camere, e la perdita di rappresentanza di interi territori, si sia già levato lo scudo di 183 costituzionalisti schierati per il No. Argomenti naturalmente ignorati dai 5 star che conoscono bene il ventre molle del proprio elettorato su cui fare presa. Un campo largo che abbraccia sia il populismo anti Casta che i sovranisti anti euro di Matteo Salvini, dove di Costituzione si sente generalmente parlare solo dal dietologo. Si tratta comunque di grandi numeri che porteranno alla vittoria del Sì, senza alcun beneficio per il Paese, come abbiamo visto, ma consentendo alla nuova Casta (quelli che solo due anni fa occupavano i seggi del Parlamento agitando cartelli e striscioni dai banchi delle opposizioni) di vivere di rendita ancora per un po’. Con la speranza di nascondere ai propri elettori che chi aveva promesso di recarsi a Palazzo Madama o a Montecitorio in autobus, oggi viaggia seduto alle spalle del proprio autista. Chi diceva peste e corna dell’Europa, frequenta i salotti buoni di Bruxelles con il vestito blu di Ministro degli Esteri. Chi credeva di ripulire il Paese da mafia e malaffare ha visto uscire dalla patrie galere boss al 41 bis sotto la sua gestione del Ministero di Giustizia. E chi pensava di rivoluzione il mondo dell’istruzione lo ha fatto portando nelle scuole i banchi con le rotelle. (s.o.)

Saverio Occhiuto

Saverio Occhiuto

Saverio Occhiuto nato a Reggio Calabria nel 1954, abita a Pescara. Giornalista professionista, laureato in psicologia all’università di Padova, ha lavorato dall’80 al ’92 in Calabria e in Veneto, collaborando per numerose testate giornalistiche, agenzie di stampa ed emittenti radiofoniche e televisive. Tra queste, il Giornale di Calabria, la Gazzetta del Sud, il Giornale di Sicilia, Il Resto del Carlino, il Diario di Palermo. Si è occupato, tra l’altro, dei più importanti fatti di cronaca nera e giudiziaria avvenuti in Calabria negli anni ’80. Ha intervistato il capo di Cosa Nostra Luciano Liggio, ha indagato sul caso Moro e sull’omicidio dell’ex presidente delle Ferrovie Lodovico Ligato. Nel gennaio del ’93 è entrato a far parte del gruppo Espresso. E’ stato redattore e vice capo servizio del quotidiano abruzzese il Centro presso la redazione di Pescara, più volte inviato in Italia e all’estero. Autore nel 2015 del libro: Don. La 'ndrangheta mai raccontata, oggi ha un suo blog, Nuvole, edito da Makenews.it e collabora con Il Messaggero.

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